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Manu | 10 February 2013 | 2 comments

1st bush camping in the desert

FEBRUARY 5TH, 2013

 

It is almost emotional the moment that the Moroccan landscape turns from green to brown and slowly start to loose it’s vibrancy to become spoiled, unveiled…. desert…Sahara!!!

 

The entrance to the Western Sahara

The Sahara desert, whose stories you have been hearing about for years, since your memories go back to school, is laying just in front of you, shining in the sunset light with its wide and fear, its charm, its darkness and above all its silence.

We had some shepherds welcoming us in the land where we decided to settle for the 1st night in the Sahara.

One of them watched us for a while, getting closer and closer and revealing a smile when we all greeted him. The other staring at us as well, asked us 20 dirhams (2 euros) to agree.

So it was, and before the sun was down we all had our tends up, ready for the night.

camping at the edge of the desert

We managed to make up a camp fire, and we cooked, before sitting next to the fire.

 

Camp fire in the Sahara

For a night we lost the awareness of time and space. It felt weird and nice at the same time to cancee the concept of time from the mind: 8pm looked like midnight. The night is long when you spend it in the nature, according to her rhythm. Night means darkness, and in the desert it starts very early and can be very long.

When even the light of the fire was gone, everything got darker and the stars could be seen in the sky, even though they were not shining as they should because Agadir was still too close to get peach dark.

We had to wait for a starring night only 24 hours, as our second night in the desert has been in a camping place right in the middle of nowhere.

The guys next to the fire. Windy and cold ngts are the ones in the desert

We waited until 11pm when the owner said he was going to switch off the lights and it was a long waiting. It was dark since 6.30, at 11pm it felt already like the middle of the night, but it was worth it. Just when we thought he was not going to do it anymore, the lights went down and the amazing view of the sky at night, enriched by stars, enlighted our sight. No words are enough to express the feeling of being under such a great view. It was ages I didn’t see the stars at night. We are just not used anymore, as we live in the towns. It’s sad if you think about it. And still, once there, being under the stars at night feels natural.

It was a great moment. A silent one. A silent great moment of solitary beauty.

It was a moment of enrichment of the spirit, a bond created beetween the Nature and myself.

Breathtaking Sahara

I know there will be many more nights when I will be able to watch the stars, but the first night, in the desert, with the stars was just a great unforgettable moment.

The beauty of such a great moment didn’t last long, though, as in the middle of the night a sand storm started to hit the campsite. The idyllic and peaceful moment of few hours earlier was just a memory around 4 in the morning. I and Britney woke up in the middle of the storm, with our tend getting deformed by the strong wind. At the beginning we thought the tend would make it and we fall asleep again, but after a bit when I woke up the second time and I realized I could almost see the stars from the tend, I woke up Britney to tell her something was wrong. We went out of the tend and we were invested by a sand storm all around. We looked at the tend, semi destroyed by the wind, and looked inside it and saw that everything was covered by sand.

 

Cooking

We then understood our night was ended and decided to put down the tend, but that was not the easiest thing in the world as the wind was too strong to even move.

In the darkness, we saw Andreas having the same problem, and so the three of us began to close both tends, in the middle of the night, in the middle of the storm. It was almost comic, and when we finally managed to do it, it was almost sunrise.

So the days go by, and tomorrow it’s already one month since we left Reykjavik. Everyday it’s a new small or big adventure, every day a story to tell, an emotion to add, a new place to discover.

Bedouin tends

At the moment as for all day we had the sand hitting the road so badly that we wouldn’t even drive at 55Kms/hr as usual, we had to stop much earlier than the programmed stop. We are now lodging at a campsite in Tan Tan, a small village just over the border between Morocco and Western Sahara. The place is nice, the lady prepares amazing ice creams and for the night we are staying in a beduin tend, the all 15 of us.

Tomorrow we go on, another day in the desert, another place to discover, another adventure to live.

 

 

On the cliffs of Sahara

 

 

È quasi emozionante il momento in cui il paesaggio marocchino inizia a trasformarsi dal verde al marrone, per perdere lentamente di vigore e diventare spoglio, senza veli, nudo, deserto…Sahara!

On the desert road

Il deserto del Sahara, le cui storie mi accompagnano da quando mi accompagnano anche quelle della scuola, giace adagiato sotto il sole caldo del tramonto africano proprio di fronte ai miei occhi, nella sua vastità e paura, nella sua oscurità e soprattutto nel suo silenzio.

Alcuni pastori ci hanno dato il benvenuto nel terreno dove abbiamo deciso di stabilirci per la prima notte. Uno di loro ci ha osservati per un po’, avvicinandosi pian piano fino a regalarci un sorriso quando lo abbiamo salutato. L’altro ci ha anche lui osservati e poi ci ha chiesto 20 dirhams, 2 euro) prima di darci l’ok per l’occupazione di quel terreno.

Siamo riusciti ad accendere un fuoco e abbiamo anche cucinato, prima di sederci attorno per riscaldarci.

The girls next to the fire

Per una notte abbiamo perso qualsiasi cognizione di spazio e tempo. Le 8 di sera sembravano come mezzanotte. La notte è lunga quando si è avvolti dalla natura e dai suoi ritmi. Notte significa oscurità, e nel deserto l’oscurità inizia molto presto e dura a lungo.

Quando anche le luci del fuoco si sono spente tutto è calato nelle tenebre e finalmente le stelle hanno iniziato a splendere nel cielo, anche se a causa delle luci di Agadir, non si potevano vedere nel loro massimo splendore.

Abbiamo dovuto aspettare solo altre 24 ore per una vera e propria notte stellata, ammirata e contemplata in un campeggio in mezzo al vero deserto.

Jon in Bedouin outfit

La seconda notte abbiamo aspettato fino alle 11 quando il proprietario del campeggio ci ha detto che avrebbe spento le luci. È stata una lunga attesa. Nel deserto il buio cala alle 6 e mezza, alle 11 ci si sente quasi nel bel mezzo della notte, ma ne è valsa la pena. Poco prima di andare a dormire, quando ormai pensavamo che non lo avrebbe più fatto, le luci si sono spente e la meraviglia del cielo stellato ha illuminato i nostri occhi. Non ci sono parole per esprimere l’emozione nel trovarsi letteralmente sotto siffatta meraviglia. Erano secoli che non guardavo le stelle di notte. Si perde l’abitudine quando si vive in città. E questo e’ proprio triste, a pensarci bene. Soprattutto rispetto alla naturalezza del sentimento che si prova quando invece le si ammira lontano.

È stato un momento bellissimo ed intenso. Di silenzio. Un grande momento di silenziosa e solitaria bellezza.

Cliffs of Western Sahara

È stato un momento di arricchimento dello spirito, un legame creatosi tra la Natura e me.

Lo so che ci saranno molte altre notti in cui potrò guardare le stelle, ma la prima notte nel deserto con le sue stelle è statea un grande ed indimenticabile momento.

Johanna shaving her head

Tale momento indimenticabile peró non è durato a lungo, perché nel corso della notte una tempesta di sabbia si abbattuta sul campeggio. Il momento di idilliaca pace di poche ore prima è diventato ricordo verso le 4 di notte, quando io e Britney, compagna di tenda, ci siamo svegliate all’improvviso nel bel mezzo della tempesta. All’inizio pensavamo che la tenda ce l’avrebbe fatta e ci siamo rimesse a dormire, ma dopo un po’ mi sono svegliata di nuovo e mi sono accorta che dalla tenda potevo quasi vedere le stelle, così ho svegliato Britney. Insieme siamo uscite dalla tenda e siamo state investite da un vento di sabbia fortissimo. La tenda era ormai semi distrutta dal vento, e all’interno era piena di sabbia.

È stato là che abbiamo capito che la nostra notte era finita e abbiamo deciso di chiudere la tenda, cosa tutt’altro che facile con un vento del genere.

Nel buio, abbiamo poi scorto la figura di Andreas con gli stessi problemi e così in tre, nel bel mezzo della notte e della tempesta, ci siamo messi a chiudere le due tende. Era quasi comico, e quando siamo riusciti a farcela era quasi l’alba.

E cosi’ passano i giorni, e domani è già un mese da quando abbiamo lasciato Reykjavik. Ogni giorno è una nuova piccola o grande avventura, ogni giorno un storia nuova da raccontare, un’emozione da vivere, un nuovo posto da scoprire.

Jen and thorgeir cooking in a Bedouin tend

Oggi la sabbia ha battuto la strada per tutto il giorno e così forte che era impossibile anche andare a 55kms/hr e per questo ci siamo fermati molto prima della nostra meta. Al momento siamo in un campeggio in un paesino di nome Tan tan, ai confini tra Marocco e Sahara occidentale. Il posto è carino, la signora del campeggio prepara gelati buonissimo e stanotte dormiremo in tenda, tutti e 15.

Domani si continua, un altro giorno nel deserto, un altro posto da scoprire, un’altra avventura da vivere.