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Reykjavik, Islanda, 27 Novembre 2011
Questo e’ stato davvero il più caldo benvenuto mai avuto in un posto nuovo. Lo sapevo che erano forti, ma a quel concerto l’atmosfera e’ stata incredibile ieri.
Tutto il concerto era in islandese. L’unica cosa che ho capito e’ stato “takk fyrir”, grazie, e alla fine mi sono anche presa la soddisfazione di dirlo alla signora che mi ha conservato il libro enorme comprato all’inizio del concerto. Che serata!La loro musica era calda e piena di vibrazioni positive, e la voce del cantante straordinaria. Sembrava che l’Islanda avesse preparato lo spettacolo piu’ bello del mondo per il mio ritorno.
La prima cosa che mi e’ venuta in mente quando hanno iniziato a suonare e’ che questa gente sa decisamente come fare musica. Ce l’anno nel sangue, gli viene naturale. E’ stato bello vedere come la musica islandese non e’ solo la musica alternative e profonda dei Sigur Ros, ma si esprime anche con le note gioiose del reggae, qualcosa che non verrebbe mai da associare a questo paese a primo acchito.
Grandi. Semplicemente grandi! Spero davvero di rivederli di nuovo.
Così , ieri, piena di entusiasmo, mi sono subito comprata il loro enorme libro fotografico. Che saggio comprare un libro il primo giorno di viaggio. Già non so dove tenerlo e come portarlo con me e ho la sensazione che, assieme al tripode della macchina fotografica, questo libro sarà il mio compagno e incubo di viaggio.
Oggi, al risveglio, sbirciando fuori dalla finestra, ho riconosciuto il paesaggio di Reykjavik. Il cielo e’ blue e l’orizzonte sembra quasi dipinto davanti ai miei occhi, con le montagne che accompagnano ogni mio passo.
Di domenica mattina Reykjavik e’ calma e sonnolenta, e si svegliera’ sotto un piumone si neve bianca, rilassandosi e godendosi l’inizio di un lungo inverno.
Mi piace quassù. Il bianco che mi circonda sembra ripulire la mia vista, rendendo i miei occhi puri di nuovo, prima di dirigermi a nord domani, pronta per una nuova avventura.
Oggi lo dedichiamo a Reykjavik.