Home / Posts tagged 'france'
Manu | 16 January 2013 | 6 comments

In front of the truck

We thought the cold was gonna be ended when we have left the ship, in Hirtshals, and that from there on it would have been better and better, crossing Europe and heading finally South. But we were wrong.. Since Saturday it has been a constant drive into the cold and snow. Everyday we say to each others it will be the last day of cold, but it’s not, everyday seems worse and worse and we are all dreaming of Spain so much right now.

The truck on the European motorways

We spend our days on the truck wrapped in our sleepingbags, sleeping most of the time, especially in the morning, like if we could keep more energies in this way. Sometimes it’s tough, especially when in the evening it gets dark and there is nothing to much to do.
In the morning it’s nice to see we are back in Europe and find the daylight already at 8am. It’s such a great feeling, it’s like being back to the normal world. Same for the evening. The more we go South and the more the evenings are late. I feel much better like this, even if it’s weird how in only one week the body and the mind was already getting used to that darkness.
We are all waiting for Africa, now. We are all getting tired of Europe, especially of this part of Europe where we spend all day on a motorway and at the gas stations for our lunch breaks.
In Barcelona we should start camping, and we can’t wait for it, we can’t wait to get to Malaga on Friday and forget this cold.

Met the Vikings, Anna, Gunnar and Jon

Life on the truck is sometimes sweet as well. Thorgeir brought a guitar and sometimes he plays for us while the girls, Elisabet and Anna, sing along.
Sometimes we just drink to warm us up. We read a lot on the truck, as the time is slow. I wonder how this will all change once we get to Africa, as we cut the windows and we can all watch the landscape outside, as we get in touch with the real nature and we will live it at the fullest.
This ride through Europe is more like a run towards the

Britney and her books

Sun, and I never had before such a wish to see it again. It seems impossible to believe, but the days in Europe have been much colder than the days in Iceland. The cold blocks our brain and even our willing to communicate, it gives us a sense of jetlag everytime we have to get out of the sleeping bag and of the truck.
Yesterday we stayed in Belfort, a small town just at the borders between Germany and France. Dominated by a Medieval Castle, the town was beautiful, old and creepy sometimes, with its old houses and the deserted street, there was nobody all around, not even a car, and the buildings were beautifully old, like out of an old style horror movie. It’s a pity I don’t have any photo of it, but it was too cold to shoot. It was starting to snow slowly, but none of us could imagine this morning we would have found the place covered by deep snow. Crossing France is becoming a mission, it’s even worse

Elisabet sleeping in the truck

than Germany, the only great difference is that the food is cheaper and most important much better. I can’t wait to get a glass of red wine in Spain!
A challenge in France is the language. Nobody speaks anything else except French. Not even Spanish. Nobody even try to understand English. They just tell you no from the beginning. It’s s frustrating at times and it really makes me feel like those tourists I usually see around in Rome who try to communicate with the locals. This makes impossible even to ask for a stamp at times.
How is it gonna be in Africa? I smile just imagining all the misunderstandings there will happen!

 

Self portrait of this period of my life

 

Credevamo che il freddo sarebbe finito una volta messo piede fuori dalla nave a Hirtshals, a nord della Danimarca e che da lì in poi sarebbe stato sempre meglio, una volta attraversata l’Europa in direzione Sud. Ma ci sbagliavamo. É da sabato che continuiamo a guidare nel freddo, tra la neve. Ogni giorno ci diciamo che sarà l’ultimo giorno d freddo, ma non lo è, anzi sembra sempre peggio e mai come in questo momento stiamo tutti sognando la Spagna.

Thorgeir and his guitar

Le nostre giornate sul camion le passiamo avvolti nei sacchi a pelo, dormendo per la maggior parte, come se in questo modo potessimo conservare le nostre energie. A volte è difficile, come ad esempio la sera quando, una volta calato il buio, non possiamo fare nient’altro. Di mattina è bello constatare che siamo tornati in Europa, e svegliarsi già con il sole alto nel cielo alle 8 di mattina è stupendo. É una sensazione stupenda, è come essere ritrasportati nel mondo normale. Lo stesso vale per la sera. Più scendiamo sud e più le giornate diventano lunghe. Mi sento molto meglio in questo modo, anche se è strano come in una sola settimana il corpo e la mente si siano già abituati a quell’oscurità.

Ora stiamo tutti aspettando l’Africa. Ci stiamo tutti

With Joanna from Akureyri

stancando dell’Europa, specialmente di questa parte di Europa dove passiamo tutto il tempo in autostrada o agli autogrill.

A Barcellona dovremmo iniziare a campeggiare, e non vediamo l’ora, cosí come non vediamo l’ora di giungere a Malaga venerdì e dimenticare questo freddo.

La vita sul camion a volte è anche dolce e gradevole. Thorgeir ha portato con se’ una chitarra e a volte la suona per noi mentre le ragazze, Anna ed Elisabet, cantano.

A volte semplicemente beviamo per riscaldarci. Leggiamo anche tantissimo. MI chiedo come tutto questo cambierà una volta giunti in Africa, quando taglieremo le finestre ai lati del camion e potremo tutti goderci dal vivo lo spettacolo che ci circonda.

Sam and his sleeping bag

Attraversare l’Europa è come una corsa verso il Sole e mai come prima ho cosí tanto sperato di rivederlo di nuovo, e prima possibile. Sembra strano a credersi, ma questi giorni in Europa sono stati molto più freddi dei giorni in Islanda. Il freddo blocca il nostro cervello e la nostra volontà di comunicare, ci dà un senso di jetlag ogni volta che dobbiamo uscire dal sacco a pelo.

Ieri siamo stati a Belfort, una cittadina al confine tra Germania e Francia. Dominata da un castello medievale che si eleva su una roccia, la cittadina era stupenda, antica, decadente e a volte anche un po’ sinistra, con le sue case vecchie e l’atmosfera deserta per le strade; non c’era nessuno per le strade, sembrava quasi la scena di un film gotico. É un peccato che non abbia neanche una foto, ma faceva troppo freddo per cacciare la macchina fotografica.

with Andreas

Ieri sera era cominciato a nevicare lentamente, ma nessuno di noi avrebbe mai pensato che stamattina l’intera città potesse essere coperta da una fitta coltre di neve.

Così attraversare la Francia oggi si sta rivelando una missione impossibile, peggio ancora che attraversare la Germania, con la sola differenza che il cibo è più economico e di qualità migliore. Io peró non vedo l’ora di bere un bicchiere di vino rosso in Spagna!
Una delle sfide della Francia è la barriera linguistica. Nessuno parla altro che il francese. Nemmeno spagnolo. Nessuno prova nemmeno a comprendere l’inglese. A volte è davvero frustrante e mi fa sentire come quei turisti che di solito vedo a Roma che cercano invano di comunicare con la gente del luogo. Questo rende impossibile persino chiedere un francobollo a volte.

Garry guiding the expedition to Cape Town

Come sarà in Africa? A volte sorrido solo ad immaginare tutte le incomprensioni linguistiche che ci capiteranno.